L’olio di oliva è certamente il re degli oli alimentari, ma non è solo in questa famiglia di virtuosi. Ad esempio l’olio di mais è un prodotto molto salutare. Si estrae, come è ovvio, dai chicchi della pianta del mais ed è ricco di fitosteroli vegetali, sostanze grasse che aiutano a ridurre il colesterolo poiché, una volta giunti nell’intestino, ne contrastano l’assorbimento per via della somiglianza strutturale con esso. Consumare steroli vegetali aiuta a combattere l’incidenza di rischio per infarto e ictus, e altre malattie cardiovascolari. Si possono introdurre nell’organismo umano esclusivamente con la dieta, quindi è importante prestare attenzione nell’integrarli.

Oltre a questi, l’olio di mais contiene molti grassi polinsaturi omega-6 e omega-9, ma non contiene omega-3, che non bisogna dimenticare di integrare a parte. Altre sostanze utili contenute sono il ferro, che è necessario per il trasporto di ossigeno ai tessuti (la carenza di ferro si traduce non di rado in stanchezza, come se gli organi non respirassero), la vitamina E, che un ottimo antiossidante, la provitamina A che è utile per pelle e capelli. Inoltre non contiene proteine ed è indicato per chi soffre di gotta, cioè di accumulo di acido urico nelle articolazioni, di iperuricemia o di azotemia alta e in tutti quei casi in cui è bene non sovraffaticare fegato o reni.

Il mais (Zea mays) è da millenni alla base dell’alimentazione delle popolazioni dell’America latina ed è stato importato in Europa dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Viene detto anche granturco perché in questo modo se ne contraddistingueva l’origine esotica.

L’olio di mais però non è utilizzato solo in cucina. Con esso si possono produrre anche cosmetici o biocombustibili. Una curiosità: l’olio di mais non è tra quelli più adatti per friggere, al contrario dell’olio di girasole, di arachidi e dei vari oli di semi.

 

 

 

 

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