Le cartellate tipiche foggianeA Natale i dolci si sprecano, e forse il fatto di essere vegani aiuta a mantenere la linea o almeno ha aiutato a farlo fino a pochi anni fa, quando ancora non erano in commercio panettoni e altre golosità senza derivati animali. Vi parlerò in un prossimo post di un dolce che ho assaggiato e che in realtà non è proprio una novità di quest’anno, ma credo che nel 2017 fosse ancora poco noto. Per il momento invece vorrei soffermarmi sulle tradizioni dolciarie natalizie della mia città, Foggia. Infatti qui anche essere vegani da tanto tempo non ha mai aiutato a stare a dieta, in quanto ci sono diversi dolci che possono essere tranquillamente consumati da chi è veg. Due su tutti, le cosiddette mandorle “atterrate” e le cartellate.

Le mandorle atterrate sono così chiamate perché…boh! Non si sa. Probabilmente per il fatto che, con il loro colore, ricordano la terra. Sono infatti ricoperte di cioccolato e sono molto semplici da preparare. In generale per questo dolce ci si procura il surrogato o comunque del cioccolato sì fondente, ma non oltre il 50% di cacao, così da farle mantenere lucide. Il cioccolato fondente puro tende a restare opaco. Se l’estetica non è una vostra priorità, comunque, il fondente è da prediligere (almeno, secondo me). Basta far sciogliere in una casseruola a bagnomaria del cioccolato fondente e poi immergervi le mandorle tostate, anche se con tutta la pelle andranno benissimo, e poi raccoglierne una manciata con un cucchiaio, e così via finché non saranno terminate quelle a vostra disposizione. Otterrete dei dolcetti molto sfiziosi, da gustare all’ora del tè o dopo pranzo o quando vorrete. Possono avere la grandezza che desiderate, in generale sono quanto il palmo di una mano (femminile :P). Ne esistono poi delle varianti, ad esempio coperte di zucchero invece che di cioccolato, oppure si può usare riso soffiato al posto delle mandorle, o ancora mischiarle con uvetta.

Le cartellate sono un altro dolce foggiano, qui l’unica attenzione da avere è quella di usare del vino bianco vegan, per il resto sono assolutamente adatte ai vegani. Si preparano mescolando farina, acqua e vino bianco con della cannella e poi stendendo l’impasto in sfoglie molto sottili che vengono tagliate a striscioline con una rotella. Queste strisce di pasta vengono lavorate con le mani per ottenere dei cestini, pizzicando la striscia per unirne i lembi dai lati più lunghi al fine di ottenere tante piccole “tasche”. Man mano si procederà anche ad arrotolare la striscia su sé stessa ottenendo una forma tonda, che può ricordare il guscio di una chiocciola. In definitiva è più facile farlo che dirlo 😀

Le cartellate così ottenute si fanno asciugare e poi vengono fritte in olio di semi, lasciate scolare e quindi condite con un altro grande protagonista delle tavole pugliesi: il vincotto! Il vincotto è mosto cotto, credo esista in varie tradizioni culinarie regionali italiane. Oltre a questo nettare si possono aggiungere codette colorate (anche qui, attenzione ai coloranti usati dal produttore), noci o mandorle tritate, cannella in polvere, gocce o scagliette di cioccolato.

Per ora da Foggia è tutto…prossimamente vi parlerò un po’ della mia città. Merry Christmas to everybody!

 

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