L’alfabeto delle vitamine: D e B12

VitamineLe vitamine, si sa, sono complementi utili per il buon funzionamento dell’organismo. Da quelle che aiutano il sistema immunitario, come la C e la D, a quelle utili per il sangue come la K o per la vista, come la A, e la pelle, come la E di cui è ricco l’olio di mais. Come tutto quello che fa bene, non vanno assunte in dosi esagerate: ogni vitamina ha la sua giusta dose. Il termina vitamina significa “ammina della vita”, come decise di chiamarle lo scienziato polacco che le scoprì agli inizi del ‘900. L’ammina, in realtà, è un composto dell’ammoniaca; lo scienziato in questione, Casimir Funk, le definì tali in quanto notò che reagivano appunto con le ammine. In realtà si tratta di sostanze molto differenti fra loro, ad esempio la vitamina D è un pro-ormone e con lo stesso nome si indicano ben 5 tipi di sostanze, le vitamine D1, D2, D3, D4, D5. Di queste per l’organismo umano sono utili la D2 e soprattutto la D3, quella definita “vitamina del Sole” poiché appunto è quella che viene prodotta quando ci si espone ai raggi benefici della nostra stella.

Esse, comunque, sono tutte indispensabili alla vita. Ad oggi le vitamine conosciute sono 13 e si possono riprodurre in laboratorio. Le vitamine si distinguono in liposolubili e idrosolubili: le idrosolubili non sono accumulabili nell’organismo poiché vengono facilmente eliminate dai reni, necessitando di un’assunzione quotidiana, mentre le liposolubili vengono trattenute nel tessuto adiposo e epatico e quindi se ne possono accumulare riserve. Proprio per questo motivo possono diventare tossiche ad alte dosi.

In generale in una dieta vegana equilibrata le vitamine non mancano, ma si potrebbe incorrere nella carenza di due vitamine fondamentali: la D e la B12. La possibile carenza di D in realtà non è legata a un’alimentazione strettamente vegetale, ma alla scarsa esposizione al sole e all’aria aperta. Di solito questa vitamina si trova addizionata proprio nelle bevande vegetali; la vitamina D spesso non si trova in forma di integratore vegano nella sua forma migliore, la D3, poiché quella sintetizzata dai vegetali è la D2. Buona lo stesso, ma la D3 è considerata superiore. Fortunatamente oggi esistono in commercio integratori totalmente vegetali di D3, anche se sono ancora in numero limitato. Io ho provato quello della Cabassi&Giuriati, Nutriva Vegan D3, sia in gocce che in pastiglie; preferisco le seconde, masticabili, dal sapore dolce.  La vitamina B12 o cianocobalamina, è necessaria per il sangue. Una sua carenza può provocare disturbi seri come l’anemia perniciosa. Bisogna sottolineare, comunque, che la B12 non è una vitamina che l’uomo può produrre da sé, e che si trova negli alimenti di origine animale; ciò nonostante anche molti onnivori soffrono di carenza di tale micronutriente, perché spesso non viene assorbito dall’intestino, e occorre ricorrere a integratori. Inoltre gli stessi animali di cui si consumano i prodotti, non potendo in molti casi vivere all’aria aperta, pascolando sul terreno ad esempio, ricevono a loro volta mangimi addizionati. Pertanto il ricorso a B12 di sintesi è molto più comune di quel che si creda. I vegani devono necessariamente integrarla, ma davvero questo è il male minore. Per quanto mi riguarda, uso da tempo l’integratore della Longlife, che esiste sia in forma di B12 assoluta, sia come integratore di ferro insieme alla B12, all’acido folico e al rame, tutti utilissimi per il buon funzionamento del sangue. Nel primo caso sono pastigliette sublinguali dal sapore gradevole di ciliegia, nel secondo caso sono da deglutire con l’acqua.
Anche la B12 è fra le vitamine che si trovano più frequentemente nelle bevande vegetali addizionate (e ormai lo sono quasi tutte), quindi in realtà una carenza di vitamina B12 nel vegano può considerarsi ormai alla pari di quella di un onnivoro, con relativo consiglio – qualunque sia il regime alimentare seguito – di effettuare analisi del sangue periodiche e, qualora si riscontrasse una carenza di cianocobalamina, integrarla per un certo periodo.

*questo articolo è da considerarsi alla stregua di consigli per chi affronta un regime alimentare vegan, ma non è stato scritto su basi mediche o da personale medico*
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