Forse chi è vegano ne ha già sentito parlare, chi non lo è ancora no: che cos’è il Cubo della Verità? Può darsi che qualcuno sia incappato, passeggiando in città o in paese, in un gruppetto di persone vestite di nero e mascherate con la faccia di Guy Fawkes – o, per essere più pop, di V per Vendetta – che davano vita a una forma di protesta silenziosa, tablet e pc alla mano che mostrano video di allevamenti intensivi e macelli.

Il Cubo è un format ideato da Anonymous for the Voiceless, si è tenuto per la prima volta in Australia nel 2016 e da allora è stato ripetuto in tantissime città del mondo. AV è un’organizzazione per i diritti animali che fa informazione circa lo sfruttamento degli animali ed è dichiaratamente vegan. Come in altre circostanze legate ad Anonymous, l’uso della maschera ha un senso ben preciso; serve a non attirare l’attenzione sulle persone che conducono l’azione, ma sul messaggio.

Ho partecipato al mio primo Cubo nel 2017, in un freddo dicembre a ridosso di Natale, grazie a degli attivisti baresi che si sono recati a Foggia – mia città natale e dove al momento risiedo – proprio per coinvolgere i vegani di Capitanata in questa forma di attivismo. Successivamente ci siamo rivisti in occasione della Pasqua dell’anno seguente, periodo in cui solitamente tengo con la mia associazione LunaCometa il banchetto per gli agnelli. Alla fine i ragazzi di Bari hanno cambiato target e attualmente lo organizzo io o altri attivisti del luogo. Devo dire che nonostante lo scetticismo iniziale si tratta di una forma di comunicazione particolarmente efficace. Le persone si fermano, incuriosite, e possono vedere quello di cui solitamente sentono solo parlare ma non riescono nemmeno lontanamente a immaginare. La cosa bella del Cubo è che, pur portando la verità nelle piazze, non è invadente, perché chiunque è libero di tirare avanti, ma ci sono volontari a disposizione di chi vuol chiedere informazioni, che però non fermano nessuno, ma parlano solo se interpellati dai passanti. Non è infrequente vedere nei loro occhi il dispiacere e una rinnovata consapevolezza quando incrociano quei video.

Non è necessario essere affiliati a Anonymous per fare un Cubo, però è necessario rispettarne le “regole” visto che il format è loro. Siete interessati a svolgere un’azione del genere? Per qualsiasi informazione sono a disposizione 🙂 potete contattarmi via mail o nei commenti.

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