Cani e gatti NON trasmettono il Coronavirus

Mentre finalmente la Cina dice stop al consumo di carne di cane e gatto, giunge da Hong Kong la notizia del primo cane in quarantena per sintomi da Coronavirus. Già dalla Cina, lo ricorderemo, giunsero notizie di cani e gatti buttati dai balconi per timore della trasmissione dell’infezione. Ma i nostri fratelli di zampa sono davvero pericolosi per l’uomo? Facciamo un po’ di chiarezza.

Premesso che chi scrive non è un medico né un veterinario, per chiunque abbia avuto a che fare con animali con una certa continuità la parola “Coronavirus” non è certo una novità. Anzi, purtroppo per alcuni, ad esempio per le gattare, è una triste certezza. Triste, attenzione, non per l’uomo ma per gli animali stessi, in quanto – mettiamo il caso – il Coronavirus felino può provocare, in alcuni soggetti e senza che ancora se ne sia chiarito il principio, la famigerata FIP o peritonite infettiva felina. Considerando che la stragrande maggioranza dei gatti di strada è esposta a un qualche Coronavirus durante la sua vita e in particolare durante i primi mesi, se ne deduce che il patogeno è endemico nella popolazione felina e mai si sono registrati casi di problematiche per l’uomo. La mutazione eventuale è invece molto pericolosa e per lo più letale per i gatti. Il contagio è molto facile: tramite feci infette, toelettatura vicendevole, uso condiviso di ciotole e lettiere ma anche spazzole. Un altro tipo di Coronavirus è quello enterico, che causa diarrea, e sarebbe proprio la sua forma mutata a provocare poi la FIP che si può presentare in due forme, secca e umida. Nel primo caso provoca formazione di granulomi negli organi interni, nel secondo versamento di liquido nell’addome. La mortalità, si ripete, è pressoché totale.

Il vaccino esiste, ma l’uso è sconsigliato anche perché potrebbe essere utilizzato solo nella piccolissima percentuale di animali mai esposti a questo virus e con una efficacia nemmeno certa.

L’Enpa, che di casi di Coronavirus in animali da compagnia ne ha visti certamente tantissimi, parla di bufala per il cane di Hong Kong. I cani hanno il Coronavirus canino che causa sintomi intestinali solitamente lievi. Esiste anche una forma respiratoria di Coronavirus canino.

Peraltro basta informarsi un po’: esistono tanti tipi di Coronavirus, alcuni causano sintomi da raffreddamento, altri purtroppo sindromi respiratorie come quelli che provocano la SARS. Si tratta di una convivenza con l’uomo che esiste dalla notte dei tempi e non è certo arrivata ora. La mutazione, invece, è favorita dal consumo di carne animale, dall’ammassarsi di animali malati negli allevamenti (questo vale per tutti i virus e per tutti i batteri), dalle pessime condizioni igieniche in cui sono tenuti questi poveri animali. L’antibioticoresistenza non c’entra con i virus, in quanto gli antibiotici agiscono solo sui batteri, ma ciò non significa che non si debbano tener presenti questi aspetti fondamentali. Sicuramente la totale eliminazione del consumo di carne, soprattutto di specie potenzialmente infettanti come polli e maiali ma anche selvatici aiuterebbe molto. Questi microorganismi già non si risparmiano, perché dare loro altri terreni fertili? Ad ogni modo cani e gatti con i loro coronavirus non sono tra i sospettati del caso.

 

 

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