Vitamina D per difendersi dalle malattie

Abbiamo visto che con questa storia del Coronavirus sono apparsi fenomeni alquanto psicotici, ad esempio l’idea che cani e gatti possano trasmetterlo. Con la doverosa premessa che di un virus sconosciuto si può dire tutto e niente, e solo la scienza ci informerà su come effettivamente si comporta questo virus quando sarà passato un tempo ragionevole, cerchiamo di capire cosa invece dobbiamo tenere presente per affrontare al meglio una situazione che ha dell’eccezionale e che probabilmente si protrarrà nel tempo. Consigli utili a prescindere dal virus, validi anche per stare bene in salute in ogni momento dell’anno.

Sembra strano che si sia dovuto ripetere di lavarsi le mani e rispettare le più elementari norme igieniche. Eppure è stato necessario. Meno evidente però è la questione legata al rafforzamento del sistema immunitario, di cui si parla poco. Quando si parla di sistema immunitario si pensa subito alla vitamina C, ma c’è un’altra vitamina che è molto importante a tal proposito ed è la D. Di vitamina D si parla principalmente riguardo alle ossa e al sistema scheletrico, ma questo ormone è importante per altre funzioni dell’organismo, come il mantenimento del tono muscolare, l’umore e, lo dicevamo, il sistema immunitario.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, bisogna infatti tener presente che chi ha carenze di vitamina D rischia di ammalarsi più facilmente. Come mai? Presto detto. Come sostiene uno studio dell’Università di Copenhagen, le cellule T, che ci proteggono dalle infezioni, dopo essere state esposte a un agente patogeno, si replicano per poter far fronte agli “intrusi”. Per farlo però devono “legarsi” alla vitamina D e, se questa non è sufficiente, non potranno attivarsi. E, proprio perché si tratta di un elemento importante per la risposta immunitaria, gioca un ruolo importante anche nella prevenzione e nella cura delle malattie autoimmuni, regolandola, e nella prevenzione dei tumori.

Ma altre azioni non secondarie sono svolte dal colecalciferolo – questo il nome della vitamina D3, la forma più biodisponibile – come ad esempio combattere la stanchezza cronica e migliorare il tono dell’umore (non a caso le nazioni più “felici” sono quelle dove il sole è più presente).

Purtroppo la carenza di vitamina D, complici anche gli stili di vita non proprio naturali, è piuttosto diffusa e dunque occorre correre ai ripari attraverso appositi integratori. Ma la stragrande maggioranza di questi non è adatta a vegani e vegetariani, poiché spesso contiene olio di fegato di merluzzo. Anche gli alimenti che stimolano la produzione di vitamina D sono in gran parte di origine animale, soprattutto pesce. Ma l’alternativa c’è: ci sono integratori tratti da licheni disponibili sia in gocce che in compresse. L’assunzione in gocce oleose è da preferire perché la vitamina D viene assimilata meglio con i grassi. C’è inoltre da fare una distinzione tra la vitamina D3, che come si diceva è la forma che viene assimilata meglio dall’organismo, e la D2 (ergocalciferolo), più facile da reperire nei vegetali ma meno assimilabile. Preferire sempre la prima, soprattutto in stati di carenza o insufficienza che possono essere facilmente diagnosticati tramite un semplice esame del sangue.

 

 

 

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