Eccomi! E’ un po’ che non scrivo perché ci sono sempre mille cose da fare e ho tanti articoli in bozza; sono stata impegnata con l’organizzazione di questo evento, “Maggio senza crudeltà“, e mi ha assorbito non poco insieme al resto dei vari impegni. Che cos’è “Maggio senza crudeltà”? Beh, questo lo potrete leggere nel link che ho indicato.

Piuttosto in questo spazio un po’ più personale vorrei parlare del perché. Che cosa mi ha detto la testa quando mi sono avviata a fare la prima edizione di questo vegan festival, due anni fa?

La necessità di parlare di un tema che mi sta a cuore, ovviamente. Parlare di che cosa significa l’etica vegan e cruelty free per chi la sceglie. Cercare di sensibilizzare il prossimo (in questo caso, i miei concittadini) in un costruttivo dialogo. Nel 2017 abbiamo proiettato “Cowspiracy” e “Food Relovution”, raccontando che cosa succede agli animali negli allevamenti intensivi e che impatto abbiano questi ultimi sul pianeta. Abbiamo anche fatto la presentazione di un libro con aperitivo vegan (di questo però si è occupata un’altra associazione, Liberazione Animale) e di un secondo libro, “Il vegetarianesimo di ispirazione cristiana” di Marilena Bogazzi per conto della quale ogni tanto vado in giro a parlare.

Sono sincera, la partecipazione non è stata grandissima, o comunque meno di quello che mi aspettavo. Lo scorso anno non ho proprio potuto dedicarmici, ma quest’anno ho deciso di riprovarci, e spero che ci sia una maggior risposta. Si tratta di un tema importante. Inoltre non parliamo solo di animali e alimentazione vegan ma di sostenibilità, argomento ormai “in voga”; facciamo anche parte delle iniziative del Festival dello Sviluppo Sostenibile, adottando gli obiettivi dell’Agenda 2030. Insomma, quest’anno ho fatto le cose un po’ più in grande, e spaziando di più con le tematiche. E poi quest’anno siamo social 😛

Inoltre non abbiamo sponsor e tutti gli eventi sono gratuiti, a parte la cena benefit, per ovvi motivi. Quest’ultima si terrà a Bari mentre le altre iniziative saranno a Foggia. Sono certa che chi la dura, la vince 🙂

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